Le puttane della “libera informazione”.

Comincio con una doverosa precisazione, in IMMIGRATIS ho preso due “toppe”:

-la prima riguarda i 4.000.000 di italiani in condizioni di poverta assoluta. Mi faceva notare Grim che ad essere precisi sono quasi 5 milioni (4.720.000).

-la seconda riguarda il dato di povertà assoluta e povertà relativa. Un dato sul quale ho sbattuto anche io senza vederlo, come mi ha fatto involontariamente notare Gavino Sanna

gavino sanna
(è Estate, ho ripreso a scrivere dopo quasi 2 anni di totale inattività, abbiate pazienza 😛 )

Quindi complessivamente abbiamo 13 milioni di poveri.
La notizia è stata ripresa e riportata ,con le dovute edulcorazioni, da tutto il mainstream.
povertà
(Quando si parla di italiani in condizioni di seria privazione materiale, non nasce la necessità di “FARE PRESTO!” vero? Non avvertite la stessa spiacevole esigenza?
Zitti e crepate!!!)

Gli stessi giornali/giornalisti che hanno diffuso la notizia relativa ai dati Istat sulla povertà nel nostro paese sono gli stessi che hanno riportato una dichiarazione del nostro attuale ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan che, intervenendo all’assemblea dell’Abi, ha dichiarato: “Il peggio è alle spalle. Ora valutiamo bene taglio tasse, non sempre dà effetti” Il ministro difende l’intervento su Mps e banche venete, “il sistema è a una svolta”.

(Ndr: si è sempre lo stesso Padoan che ci rassicurava sulla solidità del sistema bancario. Prima delle Venete, prima di Mps. Affidabilisssssssssssimo lui. )sistema bancario

Ora una semplice e pacata domanda.

Ma come stracazzo si possono dare notizie così in contrasto tra loro senza porre nemmeno una domanda?

Come si possono diffondere dati drammatici come quelli relativi alla povertà nel nostro paese e allo stesso tempo permettere queste dichiarazioni?

Possibile che nessuno abbia più le palle di alzarsi in piedi per dire “Mi scusi? MA CHE COSA CAZZO STA DICENDO?”Tunnel

I giornali/giornalisti, con poche POCHISSIME esclusioni sono i cani da guardia di questo malato sistema di cose. Hanno smesso da tempo di fare giornalismo. Si limitano a seguire la linea editoriale, quelli più svegli riescono a tradurre(malamente) articoli sterili ed inutli scopiazzati in giro sul web. Si limitano ad eseguire le direttive,cercano di compiacere il direttore. Punto.

Sono i principali colpevoli della silenziosa distruzione del nostro paese.
Fortunatamente, con la complicità della crisi, il mercato segue le leggi di domanda ed offerta e questi CORREI cominciano a vedersela brutta.
Diversi giornalacci hanno chiuso, altri sono in grossa crisi, altri si stanno coprendo di ridicolo ricorrendo al peggiore Click-baiting “Guarda cosa fa xxx!” o con squallidissimi articolacci al limite del pornografico.

Giornali e giornalisti sono contro di noi,inutile nasconderlo, tengono famiglia e non mordono la mano che li nutre. Purtroppo aveva ragione Indro Montanelli “Tutta l’intellighenzia italiana ha una vecchia tradizione di servilità, com’è logico, perché si è sviluppata in un paese analfabeta, per secoli e secoli analfabeta. Non avendo il lettore doveva per forza procurarsi il protettore. Scriveva per il protettore.”
Chiaro?
Semplifico.
Puttane. Non siete nient’altro che delle puttane senza onore.

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Questo basta a far redimere molti di questi sporchi collaborazionisti?
NO. Non ce la fanno.
Pace. In molti finiranno in coda alla Caritas pure loro.
Quelli più influenti continueranno a farsi pagare da più parti per continuare questa patetica propaganda.
Non dimenticheremo il ruolo che hanno avuto nella scientifica distruzione del nostro paese.

Nel frattempo… Mentre a a diversi livelli si continuano ad eseguire ordini folli e completamente assurdi… I poveri italiani triplicati in un decennio, mentre l’economia crolla

AL

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Immigratis.

In questo post assolutamente fazioso, schierato e di parte, vorrei provare ad affrontare un tema scomodo (e che lentamente sta scomparendo dal mainstrem italiano) la “Falsa Retorica sui Migranti”

Tralasciamo il fatto che è in corso una vera e propria INVASIONE (si parla di oltre 7000 persone che sbarcheranno nel nostro paese in questo week-end…)

Tralasciando il  trascurabile dettaglio che tutte le strutture sono al collasso e che non possiamo più accogliere nessuno… per verificare questo basta fare una rapidissima ricerca alla cazzo di cane:
Immagine CA

Tralasciando il fatto che è in atto del vero e proprio razzismo contro gli italiani.
Si.
Razzismo contro gli italiani.
Autorazzismo.

NON SAPREI COME ALTRO DEFINIRE IL FATTO CHE SI ASSISTONO SEDICENTI MIGRANTI ECONOMICI QUANDO ABBIAMO OLTRE 4.000.000 DI PERSONE IN UNO STATO DI POVERTA’ ASSOLUTA ( circa 1 mln 619 mila famiglie.)

Lo ripeto.
OLTRE 4 MILIONI DI PERSONE IN POVERTA’ ASSOLUTA!

L’incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con 3 o più figli minori, coinvolgendo nel 2016 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila).

Tralasciando il fatto che lEuropa ci ha detto in maniera molto fraterna che possiamo pur attaccarci al cazzo…


Tralasciando questi trascurabilissimi dettagli…
Passiamo ad analizzare i cavalli di battaglia dell’accoglienza pelosa.

1) “SCAPPANO DALLA GUERRA!”

Dimentichiamo per un momento il fatto che la maggior parte degli immigrati vengono da paesi senza alcun conflitto in corso… Dimentichiamo anche tutto quello che ci hanno insegnato a scuola.

Ma la storia del nostro paese cosa ci ha insegnato?
La RESISTENZA resistenzacosa ci ha insegnato?

Che le guerre si combattono, il despota si rovescia e la democrazia trionfa (Premio Oscar a Hollywood per gli effetti speciali!)
Perchè questo non può valere per i sedicenti paesi africani in guerra?
Non funziona la favola del “Partigiano Akeem”?
MAINAGIOIA!
Quindi teoricamente stiamo importando e accogliendo uomini che scappano dalla guerra lasciando indietro donne e bambini… Possiamo pacatamente riflettere su questo fatto?

Secondo l’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) più della metà dei migranti complessivi che arrivano nell’Unione europea provengono da Siria, Iraq e Afghanistan. In Italia la tendenza è diversa: la gran parte dei migranti proviene da paesi dell’Africa subsahariana. (Per capirci dove ci sono numerosi focolai di meningite “The Meningitis Belt”) Infatti, secondo i dati dell’Oms, a livello mondiale, i tassi più alti di Neisseria meningitidis (meningococco) si registrano nella cosiddetta meningitis belt (fascia della meningite), area che comprende i Paesi dell’Africa subsahariana, dal Senegal all’Etiopia. In questa zona, dove vivono circa 300 milioni di persone, la malattia è endemica e la stagione secca favorisce la diffusione della malattia. Nella meningitis belt il ceppo di meningococco A è responsabile di circa l’80-85% di tutti i casi di malattia, con intervalli di 7-14 anni tra un’epidemia e un’altra. Nel 2009, 14 Paesi africani hanno riportato il più alto numero di casi dall’epidemia del 1996: 88.199 casi sospetti di cui 5352 letali. Nel 1996, infatti, in questa zona si è verificata la più grave epidemia di meningite mai registrata, con circa 250.000 casi e 25.000 morti in Niger, Nigeria, Burkina Faso, Ciad, Mali e altri Paesi limitrofi.

2)”SCAPPANO DALLA FAME!”

Si eh? Sarà…
Comunque “io questo non creto”
Tralasciando il trascurabile dettaglio che le immagini che affollano Tg e giornali mostrano sempre ragazzoni in ottimo stato di salute con cuffiette e cellulare… Che cazzo di discorso sarebbe? Sfamiamo solo quelli che riescono ad arrivare e sticazzi degli altri?
bambini Bambino_Sottonutrito-650x488 (perdonatemi per queste immagini, ma voglio che il segno rimanga.)

Sfamiamo solo quelli che ci servono per raccogliere i pomodori e pagarci la pensione? (“li vuoi i pomodori Robertì?” cit.)
MENO MALE CHE I BUONI SONO LORO! Che stucchevole accoglienza pelosa e paracula!

3) I MIGRANTI CLIMATICI
Dopo attente ricerche riporto
“Migranti climatici
Al momento non esistono stime affidabili della migrazione indotta dal cambiamento climatico. Ma questo semplicemente perché non non esiste una definizione giuridica riconosciuta a livello internazionale per i “migranti ambientali” o i “rifugiati climatici”, che spesso sfuggono ai censimenti essendo inseriti in altre “categorie”. Secondo un sondaggio internazionale condotto da Gallup nel 2010, però, il 12% degli intervistati – su un campione rappresentativo di 500 milioni di adulti – ha dichiarato di convivere con gravi problemi ambientali che avrebbero provocato una migrazione nei successivi 5 anni. Per il futuro, invece, l’International organization for migration (Iom) stima che entro il 2050 saranno circa 200 milioni i migranti climatici che saranno costretti a spostarsi stabilmente all’interno dello stesso Paese o all’estero.”

Quindi un mucchio di cazzate senza alcun fondamento.

4) “ANCHE NOI ERAVAMO MIGRANTI!”

Si. Vero.
Verissimo.
Innegabile.
Con la sottile differenza che i nostri emigranti venivano chiamati e richiesti dagli stati che ne avevano bisogno.
Ad attenderli fabbriche e miniere.
Non centri d’accoglienza e Wi-Fi.
Immagine caramineo

(No. Non è un villaggio vacanze. E’ un centro d’accoglienza)

Riflessioni spicciole su “Migranti”/”Immigrati” ecc…

Al 1° gennaio 2015 (Anno del GRANDE CENSIMENTO) risiedevano in Italia 60.795.612 abitanti, di cui 5.014.437 di cittadinanza straniera (8,2%).1

Il trend ufficiale francamente fa sorridere.
immi1

Osservate con attenzione, questi sono “stranieri residenti”, come è ovvio intuire non rientrano quindi nel computo ufficiale tutti quelli presenti nelle strutture di accoglienza. (Mica sarete così stronzi da pensare davèro che tra il 2015 ed il 2016 siano sbarcate solo 11 .716 persone vero?) Il dato ufficiale (spesso fornito da associazioni umanitarie, ong e altri criminali…) temo non lo sappia realmente nessuno. Del resto ci sono non poche difficoltà nel registrare queste persone, considerando che molti riescono a fuggire in poco tempo dai centri d’accoglienza.

Per non dimenticare.

AL.

Mi prudono le mani…

Rieccomi qui.

E’ passato parecchio tempo dall’ultima volta in cui ho scritto qualcosa, era il 12/08/2015 , quindi parliamo di quasi 2 anni addietro.  Gli articoli del passato sono stati parecchio apprezzati, le analisi condivise, molte spiacevoli ipotesi si sono purtroppo concretizzate.
(e fino a qui, niente di nuovo sotto il sole…)

In questo luuuungo periodo di tempo ho ricevuto diverse mail e DM su Twitter nei quali mi avete manifestato davvero tanto affetto e tanta vicinanza per invitarmi nuovamente a scrivere qualcosa. A molti di voi non ho mai risposto e me ne scuso.

Kappa di Picche è sempre online (qui) , ma probabilmente aveva esaurito la sua ragion d’essere non trovando sbocco altrove. Personalmente, ancora oggi, ritengo che sia stato un grande e incredibile spreco di talento. (Pace, è andata così, ma vabbè…)

Purtroppo in questi anni molte cose sono cambiate: tanti rapporti si sono rovinati, i vaffanculo si sono sprecati, il collante che mi legava con alcune persone è andato via via logorandosi (in ottima parte assolutamente per colpa mia, ho un carattere di merda, ma tant’è…)  Mooooltissimi cialtroni mi hanno contattato proponendomi progetti più o meno assurdi (dalla fantapolitica al fantagiornalismo ,approposito, ariandateafffffffanculo!)
Tanti sono passati, molti sono andati via.
La mia rabbia no, quella non se ne è MAI andata.

La rabbia di sentirmi impotente mentre continuo ad assistere allo sfacelo del nostro paese. La rabbia dell’essere perfettamente consapevole ed informato circa il reale stato delle cose, mentre il mainstream ha raggiunto livelli che metterebbero in imbarazzo persino Orwell.

Comuqneu sia, non so dove porterà questo ritorno. La cosa funzionerà più o meno in questo modo:
-mi rode il culo, scrivo.
-ho qualcosa da dire, scrivo.
-devo urlare la mia rabbia a qualcuno, scrivo.

Una sorta di psicoanalisi virtuale. Sempre senza filtri, senza censure e con lo stile che ,credo, mi abbia fatto apprezzare nel corso del tempo.

Finirà male ,su questo non c’è dubbio, almeno commentiamolo insieme.
Sinceramente vostro.

K.

“FACCIAMO LE RIFORME!

1
Matteo Renzi non passerà alla storia per come ci è stato presentato “Il rottamatore” bensì verrà ricordato, grazie al suo prezioso contributo, come “Il riformatore”
Lavoro , pubblica amministrazione , scuola, sanità, legge elettorale, macchine usate…non c’è settore che non sia stato riformato dal nostro instancabile Premier. (Qui un minuzioso elenco.)
Gli effetti di queste riforme sono , e saranno ancor di più nel corso del tempo , a dir poco catastrofici.
Esaminiamo nel dettaglio le più chiacchierate.
1) Lavoro e Jobs Act
Il grande successo del “contratto a tutele crescenti”, “l’abolizione del precariato” , “finalmente un futuro per i giovani queste alcune delle frasi estremamente entussiastiche con le quali si è accolto quello che si rivela essere un misero e mediocre scopiazzamento del welfare tedesco , ma con MOOOLTE meno tutele, pochissime luci e troppe ombre vista la delicatezze dell’argomento. Merkel
Quando imprese di dimensioni medio/piccole o imprenditori stranieri senza scrupoli capiranno per bene quale fantastica arma è stata messa nelle loro mani saranno cazzi amari per molti.
Non ho incluso Confindustria e le grosse cordate di industriali nostrani perché ne sono chiaramente i mandanti.
Inutile girarci intorno, il Jobs Act distrugge il lavoro.
“È falso affermare che una norma di questo tipo produca posti di lavoro, semmai può distruggerli ma non crearli”. Lo ha detto Domenico Falcomatà, segretario generale della Cgil della Valle d’Aosta intervenendo al seminario sul Jobs Act rivolto ai quadri del sindacato. La tesi dell’inefficacia del provvedimento del Governo è sostenuta anche da Corrado Barachetti, responsabile area contrattazione e mercato del lavoro della Cgil nazionale.
3
È la deflazione salariale baby. È “non potendo svalutare la moneta, si svaluta il lavoro” (cit. di Stefano Fassina.) la moneta è forte, il cambio è bloccato, la disoccupazione è al 13%, quella giovanile è al 49% quindi zitto.
Accetta un taglio sul tuo salario oppure vai a casa, fuori dalla porta c’è una fila molto lunga di persone pronte a fare il tuo lavoro, magari meglio, magari un pelino peggio, ma sicuramente tutte abbastanza disperate da accettare qualsiasi cifra…
4
La sinistra italiana (come già detto in passato, il male di questo paese) e i sindacati TUTTI sono stati a guardare in silenzio mentre avveniva questo scempio, è il crollo dello stato sociale, ma in troppi malauguratamente se ne accorgeranno quando sarà ormai troppo tardi.
I diritti vanno difesi PRIMA di perderli, perché una volta persi sono andati e per riconquistarli sono cazzi molto amari.5
2) Legge Elettorale “Italicum”
RENZIFIRMA
Chapeau! Sostituire una legge elettorale dichiarata incostituzionale con una legge elettorale che verrà dichiarata incostituzionale dopo essere stata approvata da un parlamento ipso facto incostituzionale è un qualcosa degno di essere inserito tra il grottesco e il surreale.
Aggiungo alcuni pregevoli frammenti di un intervista a Lorenza Carlassare ad opera di Silvia Truzzi, comparsa sul Fatto Quotidiano di ieri.
“Il timore è quello di ripetersi. Eppure sembra che le numerose, accorate, obiezioni dei (tantissimi) costituzionalisti sulla riforma del Senato, non siano state ascoltate nemmeno in parte. Lorenza Carlassare, professore emerito di Diritto costituzionale a Padova, comincia così: “La composizione del Senato non è solo incerta. È disastrosa: un piccolo gruppo di persone si autonomina. Oltre al caos provocato da senatori part-time che provengono dai consigli regionali, c’è un’anomalia anti democratica. Un meccanismo che non ha nulla a che vedere con quanto accade in qualunque altra democrazia”.Indietro non si torna, dicono.
Perfino il presidente Mattarella, pur mantenendo quella posizione di “sereno distacco” che il suo ruolo esige, ha trovato il modo di dire che nel nostro sistema non è ammissibile un uomo solo al comando. Non si riferiva a nessuno, però l’ha voluto sottolineare. E invece io credo sia proprio questo l’obiettivo cui tendono tutte le riforme: si sta neutralizzando il popolo, cioè la fonte che legittima il potere. Con la democrazia, poi, va a farsi benedire anche il costituzionalismo, che prevede poteri che reciprocamente si controllano e si bilanciano. Qui tutto mira a indebolire la forza degli altri poteri in favore dell’esecutivo.Il governo che governa.
Il governo che domina: il Senato, così com’è costruito, sarebbe controllato dalla maggioranza di governo. La Camera naturalmente lo è, grazie a quel meccanismo iper-maggioritario, contenuto nell’Italicum, con il premio che va alla lista e non alla coalizione.Non votiamo più per niente: per i consigli provinciali, per il Senato… Senza dire del sistema elettorale della Camera.
Si vuol togliere voce ai cittadini. L’ho detto tante volte, ma ripeterlo non fa male, vista l’ostinazione di questa maggioranza. Che poi, a ben guardare, è una maggioranza trovata di volta in volta, una maggioranza numerica, casuale. Non una maggioranza politica. Nelle due Camere, gli allegri transfughi sono in aumento: deputati e senatori che si fanno trovare sull’attenti quando il potere chiama. Naturalmente per avere in cambio ricompense di varia natura.Parlamento che poi è anche minato dalla sentenza che dichiara incostituzionale il Porcellum .
Ecco: abbiamo non solo una maggioranza casuale, ma una maggioranza che si è formata attraverso un meccanismo dichiarato illegittimo. Dunque, la maggioranza esiste in base a un’illegittimità. È inutile che continuino a dire che “hanno i numeri”. Se non esisteva quel premio previsto dal Porcellum, la maggioranza non c’era proprio. È assolutamente paradossale che pretendano di restare al governo e pure di scassinare l’architettura costituzionale!

Secondo lei perché il governo insiste tanto? Si può fare una prova di forza politica sulla Costituzione?
Il presidente del Consiglio sa benissimo che se va alle elezioni perde. E poi certamente no, non si può fare una prova di forza sulla legge fondamentale. Il procedimento di revisione costituzionale è costruito sulla doppia deliberazione e su maggioranze più ampie.
Perché? La finalità è non consentire che ogni maggioranza cambi a proprio piacimento la Costituzione, lo scopo è dare alla Carta una stabilità nel tempo. Il meccanismo è pensato per ottenere un consenso più ampio possibile, in modo che si proceda con ponderazione. Che è completamente mancata, perché i tempi della discussione sono stati contingentati a suon di sedute notturne. Ma in materia costituzionale non si possono forzare i tempi: è tutto contro l’articolo 138.

La necessità di tornarci sopra è evidente, moltissimi sono d’accordo soprattutto riguardo al nodo dell’elettività dei senatori. A parte Renzi: ma è tecnicamente possibile apportare variazioni al testo?
È assolutamente necessario che il discorso si riapra. E si arrivi a qualcosa di conforme alla Costituzione, anche nei procedimenti. Il senso dell’articolo 138 è proprio che una maggioranza – anche legittima, e questa non lo è – non possa arrivare da sola a modificare la Carta.

Ma è possibile che la Corte dichiari illegittimo anche l’Italicum?
Assolutamente sì. Ha gli stessi difetti del Porcellum. È una prova di forza pericolosa in tutti i sensi: non possiamo continuare ad avere un Parlamento eletto in base a leggi illegittime. Non dimentichiamo che nella sentenza numero 1 del 2014 la Corte è stata chiara: in tutti i suoi richiami si fa riferimento al principio di continuità dello Stato per un breve periodo. La Corte costituzionale dice che il Parlamento può continuare a lavorare fino a nuove elezioni, ma di certo non pensava – e ribadisco: è chiarissimo in più punti della sentenza – a una legislatura intera.”

E’ una porcata.
3) Sanità
“Lotta agli sprechi” , “ottimizzazione” , “razionalizzazione delle risorse” Blablablabla…
Fatto sta che è nei piani di questa banda di psicopatici, un vero e proprio attacco al S.S.N.
Del resto dopo una già ricchissima sforbiciata:
7è in bozza la cancellazione di 180 prestazioni sanitarie che negli intenti di questa banda di squilibrati passeranno da “Gratuite” a “Pagamento”. Il governo Renzi taglia sulla sanità. 180 (CENTOTTANTA) prestazioni diagnostiche diventano a pagamento per tutti. Coinvolte visite di odontoiatria, genetica, allergologia, tac e dialisi. La novità forte è che, stando a quanto riporta la Fondazione Gimbe, parecchie consultazioni diagnostiche diventeranno a pagamento per tutti, comprese le categorie più disagiate. Le prestazioni identificate sono in totale 180 di cui 35 odontoiatriche, 53 di genetica, 9 relative a Tac e risonanza magnetica ,degli arti e della colonna, 2 di dialisi e 4 di medicina nucleare. La somma delle prestazioni di allergologia e di laboratorio (non differenziate) dovrebbe essere pari a 77.
Del resto sono già pronte delle assicurazioni private in stile cooperativo, formula che tanto piace ai sinistri nostrani ,ormai questi miserabili di sinistra assomigliano sempre di più a dei parassiti della peggior specie.
Dopo essersi arricchiti (ed aver fatto arricchire) sulle spalle di quattro disgraziati migranti, ora si aprono nuovi  e remunerativi orizzonti.
E’ la folle idiozia del voler contenere i costi tagliando sui servizi e sulla prevenzione (quindi un’ecografia al seno, magari negativa come verrà rubricata? Non è dato saperlo…) terrorizzando il personale medico, infatti il governo vuole far pagare di tasca loro i medici che segnano analisi superflue. E’ attualmente all’esame del Senato un emendamento del Governo al Dl Enti Locali che prevede tagli agli stipendi dei medici in caso di prescrizioni inappropriate per visite specialistiche ambulatoriali. Con questo sistema, si prevede un risparmio di circa 106 milioni di euro su una riduzione delle prestazioni stimata nel settore pubblico e privato per un valore tariffario di 192 mln di euro.
Intendiamoci, la malasanità esiste ed è un problema estremamente serio,ma non è tagliando indiscriminatamente i servizi il modo in cui la si deve combattere.
Inoltre non dimentichiamoci che la tanto bistrattata e ,a detta di alcuni inefficiente, Sanità Italiana è 3à al mondo per qualità ed efficienza. Secondo Bloomberg,dopo Singapore e Hong Kong, la sanità più efficiente è quella italiana, perché insieme ad una spesa contenuta unisce un’aspettativa di vita tra le più alte soprattutto grazie ad un esercito di silenziosi EROI che ogni giorno svolgono con estremo impegno ed assoluta dedizione un lavoro tremendamente difficile, spesse volte purtroppo nelle peggiori condizioni possibili.

Hanno mentito spudoratamente fino all’approvazione, complici i media, ripetendo più e più volte che avrebbero dato un taglio alle prestazioni INUTILI , vaneggiando di medici che prescrivono troppi esami  giusto per ammorbare il dibattito con il solito #pubblicobrutto, per poi fare quello che avevano benissimo in mente fin dall’inizio: tagliare TUTTO. (Curiosità spicciola: QUANTI ESAMI MEDICI “INUTILI” AVETE FATTO NEL CORSO DELLA VOSTRA VITA? Io nessuno.)

Giustizia sociale, stato sociale, welfare, assistenzialismo… Tutte parole anacronistiche e ormai quasi completamente svuotate del loro significato.
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4) Scuola #labuonascuola
“Riforma” oh dolce parola dal suono così progressista e reazionario, ci fai sentire tutti già più alti,biondi e virtuosi!
A quanto pare a tutti piace il “cambiamento”, il problema è che non tutti i cambiamenti sono positivi.Altro che la “buona scuola”: l’avvio dell’anno scolastico 2015/2016 è un tumulto carico di tensioni e rischi di “guerriglia” interna nelle scuole. Primo punto critico: l’organico non basta. Le assunzioni ‘virtuali’ della riforma scuola non risolvono il problema di una scuola in cronica carenza di personale: su Repubblica.it ci si meraviglia che “nonostante l’organico potenziato da 54mila cattedre e l’assunzione di 100mila precari” non si riesca a ”risolvere il rompicapo dell’organico con cui fare partire l’anno scolastico”. Forse perché la gran parte delle assunzioni sono soltanto ‘giuridiche’? Forse perché non ci sono professori in più, ma soltanto una manciata di regollarizzati (rispetto ai 148.000 a settembre che Renzi prometteva all’inizio)? La “buona scuola” di Renzi inizia con le solite classi-pollaio dovute all’esiguità del numero di insegnanti e alle carenza strutturali della nostra edilizia scolastica (che già va bene quando i controsoffitti non ti cadono in testa), nonché con carenze a livello di personale ausiliario.E a proposito dei presidi-sceriffi: non tornano i conti neppure su quel fronte, ne mancano ben 1.700 fra sedi vacanti e pensionamenti.
Inoltre, bagni sporchi, topi e cibi scaduti. Nas: «Nel 50% degli istituti igiene a rischio».
Nonostante le recenti e rassicuranti dichiarazioni del Ministro Stefania Giannini è presente una condizione della scuola tutt’altro che “Buona”: il 50% degli istituti non possiede il certificato di collaudo, solo il 39% può dimostrare di avere quello legato all’agibilità e all’abitabilità e il 28% di essi è totalmente privo di strutture dedicate ai possibili studenti disabili.
Per essere più chiari, gran parte delle riforme di Renzi sono false e fantasiose promesse ,come dichiarato recentemente e in maniera assolutamente cristallina dal presidente dell’Istat ,false promesse quando non disastrose e volute miopie.
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5) La riforma PA 2015

Al governo vengono affidate addirittura 15 deleghe, a partire dalla scrittura di un nuovo testo unico sul pubblico impiego, con introduzione di nuove specifiche per i dipendenti al fine di definire in maniera precisa i tempi di esercizio dell’azione disciplinare.

Imprese. Freme il comparto produttivo per il taglio dei termini fino al 50% in relazione alla conclusione delle procedure su opere di interesse generale o riguardo a interessi produttivi.

Dirigenti. Cambiamenti importanti in arrivo anche per i manager della PA, che saranno suddivisi in tre categorie,a seconda dell’area di impiego – Stato, regioni e enti locali – e potranno rimanere in carica fino a quattro anni, saranno selezionati sulla base del merito e della formazione continua a cui saranno sottoposti. Sarà sufficiente una condanna non definitiva emessa dalla Corte dei conti per danno erariale, a rendere attuabile la revoca. Per i dirigenti in odore di licenziamento, rimarrà valida la possibilità di lasciare passando a semplici funzionari.

Tagli. Addio al Corpo Forestale dello Stato, che verrà assorbito in parte dai Carabinieri e per le competenze sugli incendi dai Vigili del Fuoco. Le Camere di Commercio vengono quasi dimezzate da 105 a 60, mentre le Prefetture saranno anch’esse ridotte, ma verranno comunque affiancate dall’Ufficio territoriale dello Stato.

10Matteo Renzi si è presentato al nostro paese dichiarando che:“L’Italia vuole le riforme”. Sì, ma esattamente quali e a che prezzo? Chi ha eletto Renzi? NESSUNO. Si, alla fine le nostre leggi lo consentono, quindi non è che si sia violato formalmente nulla nel mettere Renzi al posto di Letta. Però è importante notare con quanta e assoluta tranquillità sia avvenuta questa staffetta tra Letta e Renzi, da un giorno all’altro, senza grossi scossoni, e con l’apprezzamento per Letta in rovina. E questo perché i bei faccioni del PD sono ritenuti interscambiabili e sostituibili ogni volta che serva, non sono che burattini al servizio di interessi sovranazionali, e quindi se uno perde consensi si passa all’altro, e poi eventualmente ad un terzo.
Chi gli ha dato mandato di sventrare la Costituzione? Un Presidente della Repubblica eletto da un parlamento dichiarato incostituzionale. Può un parlamento di nominati, eletto con legge incostituzionale, modificare la Costituzione? Si può, e lo hanno ampiamente dimostrato. Può un premier eletto da nessuno cambiare radicalmente le regole accordandosi con un condannato in via definitiva, nonché NEMICO STORICO, che allo stato attuale delle cose, non può neanche votare ma può decidere come voteranno tutti gli italiani? Si, può e lo ha fatto alla luce del sole. (Patto del Nazareno,do you remember?)
Bene, per i più distratti è pronto il BIS!
Qui poi c’è un aspetto psichiatrico-antropologico indubbiamente interessante che meriterebbe di essere approfondito con un post ad uopo utilizzando la dovuta serietà e preoccupazione del caso…
Dopo aver sentito per circa un ventennio abbaiate e ragliate di ogni tipo su Berlusconi e sul Berlusconismo, che vi risparmio in questa sede per umana pietà, chi arriva a coronare i sogni di gloria dopo anni di batoste e sonore sconfitte dell’elettore di sinistra medio nonché Piddino?
MATTEO RENZI!
Riprovo.
Dopo 20 anni di Silvio Berlusconi arriva…MATTEO RENZI!!!
Che grande paese questo eh?
Dopo Bersani, che domenica scorsa ha ammonito Matteo Renzi su una possibile spaccatura del Partito Democratico a seguito della svolta a destra, anche Speranza calca la mano,e intervistato dal Tg3 dichiara”Più che Staino mi preoccupano tantissimi nostri elettori, militanti, dirigenti che non si riconoscono nelle scelte del Pd. Dalla scuola a una legge elettorale fatta con le liste bloccate dopo che avevamo promesso che le toglievamo, mi preoccupa il parere di tanti iscritti e militanti che non si riconoscono più nel Pd”.
Si.
Deve essere veramente atroce.
Addormentarsi la sera dalla parte dei buoni,quelli “de sinistra”,per poi svegliarsi al mattino guardarsi allo specchio e scoprirsi improvvisamente berlusconiani.
Sono traumi forti.
11
In Italia ,e spero che ormai sia chiaro a tutti visto che se ne è più che ampiamente parlato, abbiamo una leggerisssssssssssima emergenza democratica. Più esattamente è da Novembre 2011,da quel tristemente noto “FATE PRESTO!” urlato in prima pagina sul Sole24Ore, da quel “LA LIBERAZIONE” sbattuta in prima pagina dall’Unità che abbiamo Presidenti del consiglio NON democraticamente eletti ma bensì nominati dal Presidente della Repubblica. (Costituzionali si, legittimi si, ma NON democratici…)
12Una delle domande che mi faccio più spesso (e che faccio altrettanto spesso) è sempre una  “ma se tutte queste mirabolanti riforme le avesse soltanto pensate un pazzo a caso… Tipo, il multimegamiliardario più odiato d’Italia. Tipo SILVIO BERLUSCONI, cosa cazzo sarebbe successo in questo paese?”
Milioni di persone sicuramente sarebbero scese in piazza a manifestare e a fare casino ,come è peraltro successo in passato, ma visto che queste riforme sono state fatte dai “buoni”, da quelli “de sinistra” (siamo un popolo molto distratto visto che improvvisamente l’ultra-liberismo è diventato di sinistra!) allora va tutto bene, è tutto a posto, lo fanno per il nostro bene, ma evidentemente siamo noi che non capiamo.
I girotondi.
I Nanni Moretti.
Il popolo viola.
Gli arcobaleni.
Puff…spariti tutti nel nulla.
E ora? Dove cazzo stanno?
Deve essersi trattato di una psicosi onirica collettiva e viene quasi da pensare che tutti questi “indignados” nostrani siano stati ricondotti a più miti consigli
Abbiamo un Presidente del Consiglio che pone la fiducia in maniera assolutamente noncurante e disinvolta con una frequenza a dir poco preoccupante. E tutti zitti. Silenzio. Tutto tace.
Ma le anime belle della sinistra cosa ne pensano di questa improvvisa e assolutamente inaspettata deriva autoritaria?
Dato non pervenuto. Non si è ben capito.
I fascisti sono sempre gli altri. (Come i furbi, gli evasori, gli statali improduttivi ecc… )
Viva la pazza gioia d’esser Piddini!
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Ormai la politica in Italia è vissuta alla stregua della più becera tifoseria da stadio (perlomeno da quel 52-55% che ancora va a votare…), non si valuta più lucidamente il “cosa”, ma soprattutto il “come” ci accontentiamo semplicemente del “chi fa cosa“.
Questo paternalismo idiota, questo stupido moralismo ci sta lanciando a folle velocità contro un muro, i danni che faranno queste riforme purtroppo non saranno immediati, ma ahimè si vedranno nel tempo.
Finirà male e ci sarà tantissimo lavoro da fare dopo.
Per ora accontentiamoci di aver perso una generazione e 20 anni.
Si, avete letto bene.
Tra sogni europei ed altre fandonie abbiamo fottuto una generazione e perso 20 anni.

“L’Fmi gela l’Italia. Ci vorranno 20 anni per ridurre la disoccupazione ai livelli pre-crisi.”

Senza una significativa accelerazione della crescita, saranno necessari 10 anni alla Spagna e quasi 20 anni a Portogallo e Italia per ridurre la disoccupazione ai livelli pre-crisi. La disoccupazione (si accorge IMPROVVISAMENTE il Fmi nel 2015) nella zona della moneta unica è alta e probabilmente lo resterà per molto tempo. Conclusioni alle quali si aggancia la Cgia di Mestre, secondo cui dal 2007 al primo trimestre del 2015 in Italia si sono persi 932.000 posti di lavoro.

Se gli italiani conoscessero SERIAMENTE e nel dettaglio queste merdavigliose riforme non ne sarebbero affatto contenti, ovviamente per esserne informati, gli italiani dovrebbero avere un’ informazione mainstream libera, indipendente e chiara, ma tant’è…
Probabilmente si, nel nostro paese delle riforme sono indubbiamente necessarie, ma vanno fatte bene e sicuramente non così alla pene di segugio. Appare chiaro che dovrebbero essere fatte da gente competente e INTELLETTUALMENTE onesta (o-ne-stà, do-ve-stà?) , mica da questa claque di mediocri. Renzi non ha ulteriori ambizioni politiche. È all’apice della sua carriera, da qui in poi non può che scivolare inesorabilmente. Riformato il paese potrà essere riposto nella sua scatola color ravanello (rosso fuori, ma bianco dentro) dalla quale è stato fatto uscire per l’occasione, del resto sta seguendo le orme dei suoi predecessori, nello specifico quelle di Mario Monti. Finito il compitino molto probabilmente gli verrà offerto qualche incarico europeo, anche perché il prezzo politico che dovrà pagare per queste riforme ,quando avranno prodotto i loro disastrosi effetti, sarà tremendamente alto.
Il limite temporale è il 2018. (Se ci dice male…)
Io vi prego, vi scongiuro, non fatevi fregare da questa Armata “SHISH!”, composta da bugiardi seriali palesemente in malafede e penosi dilettanti allo sbaraglio tanto arroganti quanto vuoti spesso coperti e coadiuvati da un tristissimo e servile livello dell’informazione. Non abituatevi all’orrore, non smettete di indignarvi, ma soprattutto NON SPEGNETE IL CERVELLO!
Non vogliono altro.
Postato da: @KappaRar
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RECENSIONE: THE GREAT EUROPEAN DISASTER (2014)

Dopo “Girlfriend in a Coma”, Annalisa Piras e Bill Emmott accendono il dibattito sull’Europa con un altro inedito documentario. La giornalista de L’Espresso e del The Guardian e l’ex direttore dell’Economist mettono nel mirino le rabbiose proteste nazionaliste che stanno minando la sopravvivenza dell’unione e ipotizzano scenari inquietanti e apocalittici per il futuro.

Un documentario che MISCELANDO FICTION, interviste esclusive, immagini di archivio e il conforto dei dati restituisce il quadro esatto (?) della situazione attuale del Vecchio Continente.

Propaganda in 1a visione TV
Con nessuna sorpresa assistiamo alla pacchiana operazione di propaganda pro-UE condotta, con scarso successo di pubblico, sia dalla BBC sia da Sky Italia.
Il docufake The great European disaster movie (docufiction sarebbe un termine erroneo, poco atto a descrivere l’operazione mistificatoria e terrorista di Bill Emmott e Annalisa Piras) ha una regia piuttosto piatta ed una struttura piena di incongruenze, e con la realtà fattuale, e internamente.

Di seguito ci premuriamo di riportarne le principali imprecisioni, tra risate isteriche e preoccupazione sincera per il livello di informazione a cui ci sottopongono due grandi network continentali,

Iniziamo con l’inquadramento del prodotto: the great European disaster non può certo essere annoverato tra quelle opere volte a stimolare il dibattito. La narrazione prima e i personaggi intervistati poi rendono chiaro anche al più sprovveduto dei fruitori che il docufake è nient’altro che un esercizio – per giunta di bassa qualità – di propaganda a favore dell’unione europea.

Le reazioni in Inghilterra sono state molto dure: tra le piu interessanti troviamo quella di Toby Young e di Daniel Hannan. In Italia, inaspettatamente (DAR), le review de il Fatto e de Il Sole sono state molto meno critiche.
Per il vostro diletto e la nostra sofferenza, incuranti del dolore già causatoci da Girlfriend in a coma, ci siamo premurati di visionare la seconda opera prima della Piras, analizzandone i dettagli, evidenziandone i tratti più ridicoli e smontando facilmente la retorica europeista totalmente avulsa dalla realtà fattuale in esso presentata.
Il docufake è ambientato nella fusoliera di un aereo di linea, qualche decennio in là nel futuro.

La trama è costruita sulla supposta difficoltà dei protagonisti, tra cui spicca Jane, una preadolescente italiana, di viaggiare all’estero in contumacia UE.

Tal fatto desta subito le prime risate non solo nei padri, ma anche nei figli: la mia prima entrecôte la mangiai nel 1992 in Francia. A 7 anni non ricordo particolari traumi nel salire su un aereo Roma-Parigi in assenza dell’euro (avevo già studiato le tabelline), dell’UE o di Schengen.
Il docufake è infatti giocato sulla confusione tra i concetti di Comunità Economica Europea, mercato unico europeo, Unione Europea, euro zona e Europa. Tale confusione genera – per ignoranza o per dolo – quelle lievi distonie a cui i cantori dell’europeismo senza se e senza ma ci hanno oramai abituato.

Ringraziando dio questo lavoro è stato ampiamente blastato in Inghilterra
ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER E IMMAGINI DELL’OPERA. PROSEGUENDO NELLA LETTURA SI ACCETTA DI CONOSCERE PARTE DELLA TRAMA

Il film apre a bordo di un aereo di linea, il comandante informa che i passeggeri di questo metaforico volo chiamato Europa potrebbero incontrare una leggera turbolenza. Le riprese sono sobbalzanti, i colori della fotografia scuri. Inquietudine.

«L’Aeroporto di Berlino ha qualche problema con la fornitura di energia»

Siamo al primo minuto del “documentario. Ne mancano 90. Primo piano sul volto di un anziano preoccupato, bambina che sorride. Il comandante annuncia il duty free a bordo

“Tutte le nuove valute saranno ben accette ad eccezione delle nuove dracme greche e delle pesatas spagnole”

..ahah. L’aereo ha uno scossone.
Scambio di battute tra la bambina e il vecchio.
Bambina: «Che cos’è l’Unione Europea?»
Vecchio:  …. (sospiro e silenzio)
Parte una musichetta per alzare la tensione.
2Minuti e 23Secondi.
Filmati di archivio della fine 2à guerra mondiale, rovine e disperazione.
Ricostruzione.
La bandiera Europea che sorge dalle ceneri.

ESPLOSIONE.

«2013 Ultime notizie dall’Ucraina, ci è stato comunicato che il governo di Kiev ha lanciato missili balistici sui Ribelli»
Seguono immagini di Euro Maidan.
(Dei nazisti ucraini, del massacro di Odessa non vi è traccia)
Partono i titoli iniziali, parla una voce fuori campo:

«2017 Il primo ministro della grande Inghilterra Nigel Farage ha annunciato la riuscita deportazione di tutti gli immigrati arrivati in Inghilterra negli ultimi 10 anni»

«Il nuovo presidente Francese Marine le Pen ha dichiarato lo stato di EMERGENZA»

«2018 Alexis Tsipras: La Grecia ha estinto unilateralmente il debito pubblico»

Siamo a 3 minuti e 49 secondi.
Il ritmo è incalzante e ansiogeno, le immagini di repertorio montate e doppiate ad arte da voci conosciute nel mondo del doppiaggio italiano.

La voce fuori campo prosegue…

«2019 Dopo aver chiuso l’accesso allo stretto di Gibilterra, la Spagna è accusata di avere intenti bellici»

«2020 Ultime notizie dal consiglio d’emergenza. L’Euro è stato abolito»

«TUMULTI E SACCHEGGI. DOPO GLI SPARI SUI MANIFESTANTI A ROMA, IN TUTTA EUROPA SI STANNO INTENSIFICANDO SOMMOSSE, RIVOLTE E DISORDINI CIVILI»

Scorrono immagini di risse e rivolte, molotov. Probabilmente repertorio Ucraina.

«2021 La presidente dell’Unione Europea Angela Merkel si è dimessa»

«Scontri a Vienna, l’avanzata dello stato islamico è inarrestabile”, seguono immagini di combattimenti ISIS»

4 minuti e 36 secondi.
Il montaggio è coinvolgente, la narrazione degli eventi assurda e fantapolitica.
Tuttavia la potenza delle immagini, le luci, il montaggio, la musica di sottofondo inducono un leggero stato di ansia. Sensazione di catastrofe imminente. PAURA.

Bandiere deall UE bruciate,miseria e povertà.
Voce fuori campo:

«E’ FINITA: Il consiglio ha votato per l’abolizione dell’Unione Europea»

Questa solo l’introduzione. 4 minuti e 51 secondi.
Bandiera europea che si ammaina. Musica triste e ansiogena

Comincia la parte “documentaristica” a parlare è Geert Mark autore di “In Europa” inquietante il sottotitolo Tedesco-Europeo
Martin Wolf, co-direttore Financial Times Britannico-Europeo

«Questa è una crisi delle istituzioni europee più che economica»

BEATI VOI!

Bill Emmott ex editore The Economist Britannico-Europeo:
«noi europei siamo come sonnambuli che avanzano verso il disastro, esattamente come dopo la prima guerra mondiale. Stiamo trascinando il mondo nel baratro assieme a noi.»

Tra un’intervista e l’altra montaggio metereologico di pioggia e nuvole. Torniamo a bordo dell’aereo, il vecchio parla con la bambina e le mostra una banconata da 500€ ormai da museo e roba da archeologi. L’aereo continua ad attraversare la turbolenza. Spiegazione sui ponti raffigurati su molte delle banconote. Rappresentano l’unione tra i popoli.

«Era una grande idea, non ha funzionato. Tutt’altro»

Veloce riepilogo della drammatica situazione spagnola e relativa bolla immobiliare.
Introduzione di Podemos. Vengono decantati i successi (quali?) di Syriza in Grecia e Podemos in Spagna.
(Visto quanto sta accadendo in Grecia direi che c’è molta confusione in materia!)
Con tutti i personaggi disponibili per questo documentario si lascia spiegare la crisi europea ad un Architetto Spagnolo (catalano). Bah…vabbè…

«Il welfare europeo è uno dei più avanzati al mondo, ma lo stiamo perdendo. Lo minaccia la diseguaglianza che a sua volta minaccia l’economia.»

Bill Emmott ex editore The Economist Britannico-Europeo

Poteva mancare il prezioso contributo di Thomas Piketty? E infatti… che minimizza debiti pubblici e privati. L’evasione europea è stimata in 1000 miliardi di Euro (Il pil italiano è circa 2000 miliardi)

Torniamo a bordo dell’aereo.
Il vecchio spiega alla bambina (di circa 10 anni) che la colpa del crollo dell’UE è dovuta alle banche, che non sono state adeguatamente riformate dalle istituzioni europee (ahahahhahahahah!!!!)
La perla! Sorprendentemente alle grandi istituzioni finanziari non interessa la bontà del progetto europeo #GAC!

«LE BANCHE VANNO RIPULITE, CONTROLLATE E PRIVATE DEL POTERE POLITICO»

(In tutta Europa? AUGURI!)
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Philippe Legrain: «I politici europei hanno difeso gli interessi delle potenti banche tedesche e francesi che hanno causato la crisi ignorando le esigenze dei cittadini»
(Che strano eh? Si scopre nel 2015 che una banca non è un ente caritatevole…)

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Nota. La grafica del Bailout Europeo viene introdotta con tanto di musica celestiale.
ECCOLO! IL WHATEVER IT TAKES DI DRAGHI!!! E relativi Ltro(s)

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25 minuti parla imprenditore tedesco di tutti i grandi vantaggi e benefici che l’economia tedesca ha avuto dall’ingresso nell’EURO.
E #GAC! ci entrerà mica il tasso di cambio che DI FATTO è risultato essere una svalutazione competitiva nei confronti della GERMANIA?
Dove esporta la Germania?

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«Chi avrebbe firmato 30-40 anni fa sapendo che l’Europa avrebbe dovuto affrontare 15-20 anni di profonda crisi?»

Martin Wolf. (Beh, complimenti.)

«Prima del 2020 è altamente improbabile parlare di ripresa in Italia»

Dopo un inizio decisamente disastroso il documentario prende quota e si cominciano ad affrontare, seppure in maniera decisamente insufficiente, tematiche serie e degne di nota (sempre in maniera partigiana e assolutamente scarsa).

Torniamo sull’aereo. Parla il comandante, il quale annuncia che nel mondo post-euro non sarà possibile atterrare a Berlino perché a causa della crisi energetica tedesca l’aeroporto è al buio.
(Roba che manco Godzilla.)
L’aereo viene dirottato su Amsterdam, il comandante esorta ad aggiornare i propri documenti virtuali (a causa delle restrittive politiche migratorie olandesi?)

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COLPO DI SCENA!
La bambina che parla con il vecchio del fallimento dell’Europa è italiana (JANE!)

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e nell’aggiornare la propria carta d’identita virtuale si scopre che gli viene negato il visto perché la mamma è povera!

(I BAMBINI! NESSUNO PENSA AI BAMBINI????)

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MINUTO 33:17 dopo aver decantato il welfare svedese, accessibile a tutti senza distinzioni sulle origini il vecchio dice:

«gli svedesi capivano che gli immigrati sono una RISORSA per un paese che invecchia. GLI IMMIGRATI AVREBBERO ABBASSATO I COSTI DEL WELFARE A LUNGO TERMINE, ma la gente ragionava solo nel breve periodo»

(L’esercito industriale di riserva di Marx e l’imbastardimento del popolo europeo. Io non avrei problemi a fare 4-5 figli se le condizioni economiche me lo consentissero, ma evidentemente un immigrato proveniente da un paese estremamente povero e con diritti civili prossimi allo zero è sicuramente meglio disposto a farsi comprimere diritti, ma soprattuto salario.)

«E cosi il sistema del welfare è FALLITO perchè non c’erano abbastanza lavoratori (stranieri) a sostenerlo. Furbi eh?»

MINUTO 34.00

Ora siamo in Svezia, dove si incentra l’attenzione in merito alla recente ascesa dei democratici svedesi (diversi dai nostri che sono contrari a immigrazione). Siamo all’esaltazione del meticciato europeo.

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Spotify come esempio di integrazione europea.

Torniamo sull’aereo, il comandante non può atterrare ad Amsterdam a causa di una alluvione (riferimento all’Europa che ci protegge dai cambiamenti climatici?) ed è costretto a deviare il volo su Parigi. Il comandante annuncia:

«I PASSEGGERI CON PASSAPORTO TEDESCO NON POTRANNO SCENDERE DALL’AEREO»

Dopo questa dichiarazione, cominciano i tafferugli a bordo.

Continua la surreale conversazione tra la bambina e il vecchio, il quale mostra un PASSAPORTO EUROPEO, grazie al quale 500milioni di persone potevano viaggiare ovunque.
Parte il pistolotto contro l’Ukip, non è un caso che ad essere intervista sia una signora molto avanti con l’età. Il messaggio è sottile no? Nostalgia dei vecchi tempi, avallata dal materiale di reportorio.

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Il documentario prosegue ed è una piacevole conferma della mia foto profilo. La miopia e le briglie europee stanno tirando fuori dalla tomba i vecchi ultranazionalismi. Del resto è la risposta giusta e umanamente comprensibile ad una domanda e ad una problematica VOLUTAMENTE sbagliata. (provate a spiegare la politica monetaria della Bce ad un minatore inglese
disoccupato…). Prosegue il pistolotto sugli immigrati che ci pagheranno la pensione e sulla libera circolazione all’interno dell’EUropa. Volutamente vengono omesse tante altre notizie che vanno in LEGGERA controtendenza. L’importanza del mercato unico europeo ed il presunto leverage commerciale che avremmo stando tutti insieme blablabla…

Nel frattempo l’aereo è al centro di una violenta turbolenza.
In mezzo a tutto questo macello il vecchio apre la sua borsa e cosa tira fuori? LA BARBA DI CONCHITA WURST!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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«E’ stata la mia eroina nel 2014»

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La bambina prende la barba-feticcio e se la mette in faccia.

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e il protagonista:

«UHM, TI DONA! 95.000.000 DI PERSONE HANNO VISTO VINCERE CONCHITA WURST»

Segue il successo del fronte euroscettico e astensione alle ultime europee…

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Ovviamente come si potrebbe ovviare a questo fastidioso fenomeno visto che a quanto pare i giovani europei non sembrano troppo interessati alla vita politica di questo fantastico continente?

IL VOTO ELETTRONICO!

Il senso di appartenenza a questa europa attraverso il voto elettronico… Oppure attraverso la possibilità di modificare i risultati delle elezioni ad cazzum?

«Così potranno votare da smartphone e tablet senza muoversi da casa!»

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(Qualcosa non quadra vero? Avvertite anche voi uno spiacevole disagio? BENE!)

Breve digressione sui modelli democratici europei e sulla validità degli esponenti scelti a rappresentarci in Europa torniamo sull’aereo.

E’ allarme rosso, la bambina piange e c’è il panico a bordo, paura.

«La paura ti fa capire ciò che conta di più nella vita…” e cosa è davvero importante quando stai per morire?»

Parenti? No ; Amici? No ; Amore? No…

La cosa più importante a cui pensi quando stai per morire è….

IL NOBEL PER LA PACE ALL’EUROPA!!!!

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MAVVAFFANCULO!!!!

«Perché si sono dimenticati (cioè noi ci siamo dimenticati) che prima l’Europa è stata decimata da lunghe guerre estenuanti, 50.000.000 di persone sono morte in guerra. Ed hanno ricevuto medaglie al valore…O CROCI DI FERRO TEDESCHE»

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Si prosegue sventolando lo spauracchio della guerra (a tale proposito non è bene approfondire la vicenda Ucraina vero?)

Libia, Egitto, Siria, Iraq, Ucraina, Caucaso.

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la minaccia è velata…

Torniamo a bordo dell’aereo. Ormai è il panico. Pianti, urla, grida.

Tutti contro tutti.

«Solo pochi europei hanno capito che l’unione li avrebbe salvati da loro stessi»

PANICO, rissa a bordo e tentativo di raggiungere la cabina di comando,

Dopo 1h e 17 minuti, il conflitto serbo croato (che poi è un lieve autogol no? Non è cercando di volere tenere uniti popoli che è successo quanto consegnato alla storia? OVVIAMENTE la colpa è del nazionalismo. Bah…) Musica straziante e gli scatti di

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Meglio non approfondire le tristi vicende dei Balcani vero?

No. è il nazionalismo che fa impazzire la gente.

Questo rende giustificabile quanto accaduto in ucraina no?

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«È paradossale che il sogno dell’europa lo senti molto di più in un africano che affronta il Mediterraneo per arrivarci o nei popoli che sono fuori dall’Europa»

(Paolo Rumiz) Giornalista italiano. No, non è paradossale…

Torniamo a bordo dell’aereo. Ormai il panico dilaga, l’aereo si sta per schiantare e il vecchio tira fuori un paracadute dal suo bagaglio a mano e lo porge alla bambina…

Finisce così, ridicolo come era cominciato.

Guardando questo film la sensazione che ho avuto è che tutto sia pensato per prendere in giro i critici più duri dell’Unione Europea e di accarezzare le convinzioni più consolidate di chi nel sogno della grande unione politica europea, ma devono essere sognatori proprio deficienti altrimenti non credo che possano sorbirsi 90 minuti di questa roba senza andarsene o cambiare canale. Non credo che questo film sarà in grado di convincere qualcuno della bontà del progetto europeo, io stesso ho dovuto impormi di continuare a guardare quello che dopo 20 minuti era già diventata una cosa estremamente noiosa che non offre un pathos degno del trailer (molto più riuscito). La propaganda ha offerto prodotti migliori, anche per incazzarsi.

IN CONCLUSIONE:

L’opera manca completamente di un qualsiasi fondamento scientifico a sostegno di quanto espresso,ad eccezione della comparsata di Thomas Piketty non c’è traccia di un addetto ai lavori (eppure non mancano,anzi c’è un grande eccesso dal lato dell’offerta) Semplicemente non si capisce bene e sulla base di cosa, dovrebbe avvenire questo ipotetico e campato per aria Armageddon europeo.

Sono solo opinioni e supposizioni che lasciano il tempo che trovano, una celebrazione dei valori europei svolta in maniera assolutamente partigiana.

E’ pura propaganda per il popolino, argomenti che in un dibattito serio e con un fact-checking degno di questo nome non durerebbero 10 minuti.

Un insieme di luoghi comuni, che non possono far altro che sorridere chiunque segua il dibattito in materia.

Non si capisce neanche bene quale sia il senso provocatorio di questa opera, come espresso dalla regista in più interviste, lo scopo è quello di “provocare e far riflettere”. È come?

Terrorizzando lo spettatore senza analizzare in maniera seria e adulta un argomento tanto importante?

Il filo conduttore di questa opera è la paura ed il catastrofismo in caso di una dissoluzione dell’area Euro. Si strizza l’occhio alla teoria gender e più o meno consapevolmente si auspica l’attuazione del piano Kalergi.

La retorica ed il paternalismo con il quale si guarda alla Germania oltretutto è semplicistico,infantile e ridicolo. Omettere volutamente che l’ingresso della Germania nella moneta unica abbia corrisposto ad una svalutazione competitiva è un qualcosa di molto grave. Il surplus commerciale ed il boom delle esportazioni tedesche sono forse frutto del caso? Sarebbe stato interessante approfondire l’argomento.

Interessante, ma scomodo.

REGIA:*****
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MONTAGGIO:*****
CONTENUTI:*

Postato da: @KappaRar @spud85 @FedericoNero

PRIVATIZZAZIONI ITALIANE: UNA STORIA DI INSUCCESSO DA PORTARE A TERMINE

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Riceviamo e nuovamente pubblichiamo una interessante riflessione di Mario D’Aloisio

Messa in archivio la partita del Colle, Matteo Renzi torna ad occuparsi di economia, e lo fa organizzando a Roma un raduno di due giorni coi principali investitori internazionali per mettere sul piatto quel che rimane della grande impresa pubblica italiana (Eni, Enel, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Finmeccanica) in cambio di denaro liquido. A scriverlo è Bloomberg , secondo cui alla conferenza, patrocinata da UniCredit, saranno presenti anche emissari del Tesoro e della Cassa depositi e prestiti. L’obiettivo ufficiale del Governo italiano, condiviso con Bruxelles, è quello di accelerare il processo di privatizzazioni per raccogliere fondi destinati alla riduzione del debito pubblico, in conformità col patto di stabilità e crescita. Questa dunque la notizia, da tempo nell’aria. A questo punto sembra tuttavia doveroso un cenno a quel che hanno rappresentato le privatizzazioni italiane, condotte “da sinistra”, a partire dalla firma del Trattato di Maastricht e negli anni a seguire, soltanto per comprenderne la natura ambigua, oltre che gli effetti del tutto negativi in termini di opportunità economica. In quanto leader del Partito Democratico Renzi ha soltanto imboccato una strada già battuta dai sui predecessori. Vediamo di capire come.

La sinistra dopo Maastricht.

Gli anni che seguirono al Trattato di Maastricht inaugurarono in Europa la stagione del socialiberismo, cioè del capitalismo camuffato sotto la falsa identità socialista. I governi della sinistra europea che gestirono il periodo della transizione furono i veri promotori a livello nazionale di un “modello di globalizzazione finanziaria e deregolarizzata” (Bloomfield) assai poco conciliabile coi valori tradizionali della socialdemocrazia. In Italia Tangentopoli servì a spazzare via un’intera classe politica che, pur commettendo molti errori, si era costantemente opposta all’idea di liquidare in modo sistematico l’apparato industriale del paese. L’impeto giustizialista ed antistatalista che investì l’opinione pubblica durante l’inchiesta determinò il consolidarsi di convinzioni sempre più liberiste, ostili dunque a qualsiasi tipo di intervento pubblico nell’economia. Il risultato elettorale dell’aprile del 1992 sancì la sconfitta dei partiti storici, inaugurando l’esperienza dei governi tecnici Amato e Ciampi (sostenuti dal centrosinistra, da Confindustria e dagli stessi sindacati), con cui ebbe inizio la grande stagione delle privatizzazioni. La leggenda narra che il 2 giugno del 1992, sul panfilo della Corona d’Inghilterra Britannia, alla presenza di Mario Draghi, al tempo direttore generale del Tesoro, di Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d’Italia, oltre che di un centinaio di rappresentanti della finanza angloamericana (tra cui emissari di Warburg, Barings, Barclays e Goldman Sachs) e degli ambienti industriali e politici italiani, vennero stabilite le condizioni della svendita del patrimonio pubblico del paese. Qualche mese più tardi, esattamente il 13 settembre, dopo un estenuante quanto inutile tentativo di difesa da parte del Governo italiano del cambio lira/ECU a seguito degli attacchi speculativi di Soros (che portò la Banca d’Italia a polverizzare in una sola estate riserve per ben 48 miliardi di dollari), il Presidente del Consiglio Giuliano Amato annunciò la svalutazione della lira e la successiva uscita della valuta italiana dallo SME. In conseguenza di ciò le oligarchie finanziarie estere ottennero l’immediato vantaggio di poter acquistare asset pubblici italiani a prezzi assolutamente stracciati, sfruttando anche il preventivo lavoro del Governo italiano, che aveva provveduto a trasformare in S.p.A. gli enti pubblici economici (Iri, Eni, Enel ed Ina), collocandone le azioni sul mercato. Sono cose che sappiamo, ma è meglio ricordarle.

Privatizzazioni: un insuccesso annunciato.

Sospinte dall’urgenza di fare fronte agli impegni assunti a Maastricht, nonché dalla finalità di realizzare una progressiva liberalizzazione delle attività economiche che favorisse la libera concorrenza, le privatizzazioni italiane intraprese da Amato e Ciampi proseguirono con il Governo Prodi fino all’ottobre del 1998 (con la sola interruzione del Governo Berlusconi del 1994), ma con risultati poco soddisfacenti. Gli obiettivi prefissati dagli esecutivi della sinistra italiana si rivelarono infatti di lì a pochi anni assolutamente illusori. Se da un lato il debito pubblico si contrasse nel breve periodo di appena il 7,92%, la perdita nel medio termine da parte dello Stato di cospicue entrate di cassa, assieme alla rinuncia definitiva a quella che fu la colonna portante dell’economia pubblica e del sistema di welfare che in parte si reggeva su di essa, rappresentarono l’epilogo di una gestione della liquidazione pubblica assolutamente disastrosa, che di fatto ridusse di ben 13 punti percentuali il contributo al PIL da parte delle aziende partecipate dall’amministrazione centrale. Inoltre l’obiettivo di dare impulso alla libera concorrenza ebbe come risultato più significativo quello di consegnare a monopoli privati il management di attività e servizi in precedenza pubblici, comportando una trasformazione delle stesse, da funzione sociale a funzione esclusivamente indirizzata alla redditività economica. Il processo di riforma realizzato determinò l’azzeramento della proprietà pubblica nelle banche italiane, modificando in maniera sensibile il panorama bancario italiano, portando le quote di mercato dei cinque maggiori gruppi bancari privati dal 34 al 54%. Chi ci guadagnò furono soprattutto le numerose società di consulenza finanziaria che condussero i processi di privatizzazione, ottenendo ricchi compensi attraverso molteplici ruoli (advisor, valutatore, intermediario, collocatore e consulente): si trattò, fra le altre, di Societè Generale, Rotschild, Credit Suisse First Boston, JP Morgan, Merril Lynch, Lehman Brothers, ovvero del gotha finanziario a livello internazionale.

Da Maastricht al TTIP, passando per Goldman Sachs.

Il processo di deregulation della grande impresa pubblica italiana, a cui proprio in questi giorni il governo Renzi intende dare una nuova e decisiva accelerata, non fu dunque intrapreso per motivi di inefficienza, ma ebbe origine da un preciso impulso liberista, di cui gli esponenti della sinistra italiana si fecero i maggiori promotori. Le liberalizzazioni in Italia determinarono in pochi anni un aumento del livello dei prezzi, l’abbassamento del numero degli occupati, la riduzione dei fatturati delle piccole e medie imprese, la concentrazione del capitale nelle mani di pochi gruppi di potere. Gli stessi uomini che guidarono la trasformazione economica italiana degli anni ’90 ebbero forti legami con Goldman Sachs, una delle holding bancarie che da tale metamorfosi trasse i maggiori benefici. Se Romano Prodi fu presente sul libro paga della banca d’investimento americana in qualità di advisor, Mario Draghi ne rivestì la carica di presidente per ben quattro anni. Anche Mario Monti e Gianni Letta occuparono posti di consulenza per il colosso finanziario definito dal Nobel dell’economia Paul Krugman come “l’anticamera per un posto di primo livello in politica”. Per capire bene la portata di un simile rapporto di connivenza tra politica ed economia è opportuno evidenziare il ruolo che Goldman Sachs ed affini hanno ricoperto negli anni a livello globale, con particolare riferimento all’attività di lobbying, esplicitata dal fenomeno delle revolving doors o porte girevoli, grazie a cui determinati individui passano da responsabilità pubbliche a ruoli di varia natura all’interno della banca d’affari e viceversa, con interscambio continuo e in pieno conflitto di interessi. Un sistema ammesso dalla stessa Goldman Sachs e adottato dalle principali holding bancarie americane (come il caso di JP Morgan Chase che nel 2008 assunse l’ex premier britannico Tony Blair per consulenze politiche e strategiche). L’intreccio tra gli interessi delle lobby americane ed europee è divenuto nel corso degli anni via via sempre più fitto. I negoziati tra Stati Uniti ed Europa per la messa in opera di un mercato transatlantico (TTIP), a cui Renzi tiene particolarmente, proseguono senza sosta. In questo senso l’impegno politico delle istituzioni comunitarie e del Governo americano si sta traducendo progressivamente nel tentativo di estendere e rafforzare la libera concorrenza, favorendo l’iniziativa di multinazionali e grandi holding finanziarie, incentivando la fusione di grosse aziende a discapito della piccola e media impresa, demolendo quel che rimane della presenza pubblica nell’economia. In questa prospettiva i servizi pubblici essenziali, come la sanità, la cultura, il welfare, l’insegnamento, corrono il serio rischio di rimanere fagocitati da quel sistema economico del tutto deregolamentato che ricevette un grosso stimolo in Europa e in Italia proprio con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht e con le conseguenti politiche intraprese dai governi per la sua messa in atto. Governi di sinistra, s’intende. E Renzi ,per quanto riguarda il nostro paese, è sulla buona strada per concludere il lavoro.

ITALIA GAME OVER (UN ANNO DOPO)

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Circa un anno fa ho scritto questo.

Era il quadro di un paese che, a detta delle élite europee non stava facendo abbastanza non riuscendosi a mettere in linea con i “sacrifici” fatti da Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Lituania.

Un’analisi estremamente semplice e puramente dilettantistica su alcuni dei principali indicatori macroeconomici del nostro paese. Avevo pensato di fare un paragone sulla situazione di un anno fa, ma dopo aver confrontato i primi 2-3 grafici mi è sopraggiunto lo sconforto,in quanto NON E’ CAMBIATO NULLA.

La situazione economica del nostro paese non solo non è migliorata, ma è drasticamente peggiorata.

Ci sono dati positivi e incoraggianti tuttavia!

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E’ aumentata la frequenze delle revisione per le assurde previsioni di ripresa che ne sono uscite drasticamente ridimensionate. Infatti Banca d’Italia taglia le stime del Pil nel 2015, che vedrà una «crescita modesta»: +0,4% contro +1,3% delle stime di luglio. Un “taglietto” dello 0,9% così, come nulla fosse…

Sono aumentati i fallimenti, tanto che nel 2014 hanno chiuso 15.605 imprese (circa 2 all’ora, 62 al giorno) negli ultimi 6 anni hanno chiuso i battenti oltre 85.000 tra piccole e medie imprese. Questo è lo scenario di un’Italia che chiude i battenti che delocalizza se può e muore perchè non ha alternative.

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E’ aumentata la disoccupazione, l’Istat rivela che a novembre i disoccupati erano il 14,1% contro l’11,5% dei Paesi dell’Eurozona, quantificabili in 3,6 milioni di persone talmente scoraggiati ed affranti a tal punto da non cercare più lavoro ed entrare di fatto nei NEET.

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In uno scenario simile sarebbe auspicabile una seria presa di coscienza, una riflessione adulta e matura dovuta al fatto che le cose si stanno mettendo davvero male.

Speranza vana perchè, per quanto strano possa sembrare…

E’ aumentata la ricchezza degli italiani (SIC!)

mavvaffanculo!

E’ cosi che parte il frame per preparare il terreno ad un attacco ai risparmi.

«Le famiglie italiane si sono arricchite»

Sono giorni folli.

Giorni nei quali ho visto parlare della rivalutazione del Franco Svizzero in maniera del tutto insufficiente e assolutamente partigiana, eppure ricordo fin troppo bene le erinni della svalutazione giapponese e del “fallimento” delle politiche di ABENOMICS.  Evidentemente si ha paura a parlare dei reali effetti di una rivalutazione in un frame nel quale la svalutazione è ipso facto brutta e cattiva.

Giorni nei quali ho capito che la libera informazione tanto libera non è se poi viene messa la mordacchia del dover rispettare un contratto… (Ma comunque bentornato eh!)

Ma forse ricordo male, forse è colpa delle scie chimiche.

ADDENDUM delle 11:50

Apro la home di Twitter e cosa trovo?

paperoState sereni!

Postato da: @KappaRar